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E per le donne migranti, in più, la paura, se senza documenti, di essere denunciate grazie al reato di immigrazione clandestina e finire in un Cie. Alcune non vanno in ospedale neanche in seguito ad un aborto spontaneo, come Vira Orlova , morta dissanguata qualche mese fa. Anche questa è violenza sulle donne. Ma proprio a suo modo, indubbiamente. Presentazione di Un mito a suo modo il suo primo romanzo domani, se memoria non mi inganna. Il post è forzatamente brachilogico, ma trovate tutto sulla Nuova Towanda , bien sûr.

Un amico di blogsfera mi invia questa foto da Milano, una vetrina colma di merchandising We can do it! Magari la faccia morente di Colette Peignot, 7 novembre Non accade solo il 25 novembre, ma sempre. Lo hanno capito in Danimarca, dove una donna su tre subisce abusi.

Di recente è stata lanciata una campagna contro la violenza domestica. È un gioco interattivo nel quale è possibile simulare di dare, con una grande mano da uomo, uno, due, tre, tanti schiaffi a una donna. Ottima iniziativa, rivolta ai più giovani, eppure ha raccolto diverse critiche. Chissà perché, è stato ritenuto più di cattivo gusto questo gioco che non la lettera di Marrazzo al Santo Padre.

Eppure è violenza anche quella che subiscono quotidianamente le transessuali, spesso costrette a scelte obbligate. La violenta normalità , di Barbara Romagnoli , pubblicato su Carta [I link nel testo sono a nostra cura]. Movimenti e ordine pubblico in età contemporanea.

I recenti episodi di criminalizzazione e repressione dei movimenti sociali, dalla occupazione abitativa 8 marzo agli esiti dei processi su Genova solo per ricordarne alcuni , hanno segnato una nuova tappa della gestione autoritaria dei conflitti sociali. Malgrado la sua rilevanza, questo tema è stato sinora poco trattato sul piano storiografico e non viene adeguatamente indagato nella pratica quotidiana e nelle sue trasformazioni dai movimenti sociali. Sappiamo che ci sono stupri non denunciabili , quelli cioè commessi da coloro che dovrebbero secondo una certa retorica sessista e razzista garantire la nostra "sicurezza".

Lo sappiamo da tempo e da tempo abbiamo affermato che noi non siamo complici di quest'altra forma di omertà. Vogliamo denunciare la violenza esercitata sulle donne, migranti e non, tra le cosiddette pareti domestiche, i luoghi di lavoro e le parrocchie, come anche le questure, i carceri e soprattutto i Centri di identificazione ed espulsione. E che a stuprare è la polizia, quella che mandano nelle strade per "difenderci". Non ci stupisce allora che sia stata proprio l'apertura di uno striscione che affermava questa scomoda verità a provocare una violenta reazione poliziesca a Milano.

Poche ore fa, infatti, in Piazzale Cadorna, durante il presidio promosso dalle compagne milanesi che avevano aderito all'appello Noi non siamo complici!

Immediata la reazione della polizia, la richiesta di chiudere lo striscione, il sacrosanto rifiuto. Partono le cariche, violente. Intanto, a poche fermate di metro, in quelle stesse ore le femministe dette "storiche" della Libreria delle donne di Milano festeggiavano a loro modo la giornata internazionale contro la violenza sulle donne con un iniziativa dal titolo Diritti e castighi. Non avendo in questo momento energia e lucidità a sufficienza riprendo dal lancio di stampa dell'iniziativa: Una scheda bibliografica per La straniera.

Informazioni, sito-bibliografie e ragionamenti su razzismo e sessismo, a cura di C. Allo scopo di indagare alcune delle forme storiche in cui il concetto di razza è stato creato e impiegato, la prima parte del quaderno ne analizza alcuni momenti centrali: Sono soprattutto tali narrative oggi ad insidiarsi nelle coscienze ed è, pertanto, dalla decostruzione di esse che dobbiamo partire per smascherare la propaganda razzista e misogina.

Sui Quaderni Viola e La straniera si veda anche: Sui Centri di identificazione ed esplulsione e sulle ragioni "economiche" della complicità. Che dietro la gestione dei Cie da parte dei privati si celino interessi per milioni di euro è o dovrebbe essere cosa nota e qui rinvio ad un articolo di Fortress Europe anche se ancora non sufficientemente indagata.

Annichilita rinvio a Macerie. La vera principessa sul pisello: Domani anzi oggi, 25 novembre alle ore 17 Parco XI Settembre, via Riva Reno - Bologna ci sarà un incontro promosso da ComunicAttive durante il quale sarà proposta una lettura teatrale del libro La vera principessa sul pisello con la proiezione delle tavole originali disegnate da Octavia Monaco , libro che propone una rilettura della favola di Andersen in cui la Principessa, acuta e indipendente, riuscirà a vivere felice e contenta.

Credo anch'io, come ho più volte rimarcato anche qui in Marginalia , che uscire dagli schemi obbligati che fin dall'infanzia associano destini e comportamenti a bambini e bambine in base al genere è una delle strade per combattere la violenza fisica, psicologica, sociale ed economica contro le donne. Dulcis in fundo , durante l'incontro sarà distribuito a tutti i genitori presenti Gioca Jouer. Guida pratica per salvarsi dai giochi sessisti guida che potete scaricare in pdf QUI.

Dal percorso e dall'appello Noi non siamo complici! Per tutti gli appuntamenti, da Bologna a Catania, rinvio a nonsiamocomplici , buona lotta a tutte. Vita e opera di una donna antifascista. Take Back The Night , il blog e il corteo notturno di stanotte a Roma contro la violenza su donne, lesbiche e trans. Sulla condizione politica del cyber femminismo: In questa fase iniziale, le donne devono provare a sviluppare i loro spazi di lavoro e apprendimento.

Questo tipo di attività ricorre in tutti i periodi di decolonizzazione territoriale femminista, e si è rivelato molto produttivo. Il separatismo dovrebbe essere ben accolto tra le cyberfemministe [ Bisognerebbe far presente che il separatismo tra gruppi minoritari e privi di potere non è una pratica negativa.

Non è sessista, non è razzista [ C'è una differenza precisa tra l'usare l'esclusività come parte di una strategia per trasformare una percezione o un modo d'essere specifici in un universale e l'usare l'esclusività come modo per sfuggire a un falso universale precisamente uno degli obiettivi del cyberfemminismo separatista.

C'è anche una netta differenza tra l'usare l'esclusione come mezzo per mantenere le strutture di dominio e l'usarla come mezzo per minarle alla base [ La storia si ripete secondo un ciclo positivo, nel quale le filosofie, le strategie e le tattiche dell'avanguardia femminista del passato aspettano di essere vivificate e riportate alla precedente efficacia [ Un'anarchia epistemologica e ontologica, celebrativa e aperta a ogni possibilità, si sta facendo strada nel cyberfemminismo.

Il dogma deve ancora solidificarsi. Al contempo, il territorio è ostile, dato che l'oro dell'età dell'informazione non sarà consegnato alle donne senza lotta [ L'ingresso ai singoli è consentito se si hanno l'educazione, l'hardware e il software necessari; l'ingresso per le nazioni richiede che si abbiano infrastrutture accettabili e, in misura minore,, anche un'ideologia accettabile.

Di conseguenza si ripete anche un ciclo negativo, perchè le donne che si sono fatte spazio nei cyberterritori sono generalmente anche quelle che hanno vantaggi economici e culturali in altri territori, sono vantaggi garantiti dalla posizione di classe, che si lega intimamente alla posizione culturale e all'appartenenza razziale [ Conoscere e capire la storia della lotta delle donne insieme ad altre lotte relative alle relazioni di classe e razza è essenziale, non solo come risorsa per le strategie e le tattiche, non solo per migliorare le risposte tattiche alle questioni del cybergenere, ma anche ppper evitare che le nuove costruzioni di genere che marcano questo nuovo territorio nella sua interezza non solo nei suoi domini virtuali cadano nello stesso ciclo del passato [da Faith Wilding e Critical Art Emsemble , Note sulla condizione politica del cyberfemminismo in F.

Timeto, Culture della differenza. Sto leggendo non comodamente come vorrei Culture della differenza. Femminismo, visualità e studi postcoloniali , a cura di Federica Timeto.

Interessante riflessione sulle rappresentazioni dell'"alterità" nell'attuale scenario postcoloniale e transculturale. E' stata ritrovata morta stanotte, completamente carbonizzata nella sua casa romana, Brenda, una delle trans di origini brasiliane coinvolte nell' affaire Marrazzo.

Rinviamo a quanto scritto in noinonsiamocomplici su questo ennesimo omicidio di Stato. Potrei scrivere dell'operazione White Christmas ovvero l'ennesima "caccia al clandestino" tra alberi di Natale e panettoni ideata dall'amministrazione di destra di un comune nel bresciano lo zelo e la fantasia dei burocrati razzisti di regime non ha limiti , ma ci rinuncio.

Stasera ascolto Black Italians di Igiaba Scego, comincia in questo istante. Dal lunedi al venerdi, fino al 27 novembre alle ore 23 su Radio Tre. Finalmente un sito per i Quaderni Viola. Basta fare clic per scaricare tutta la vecchia serie dei Quaderni che è vero, sono proprio come i primi albi di Topolino, ricercati e introvabili , a partire dal mitico Meglio Orfane.

Per una critica femminista al pensiero della differenza. Una sezione è dedicata anche alla nuova serie dove presto sarà pubblicata l'attesa presentazione del numero su sessismo e razzismo, La straniera. Buona navigazione e lettura. Rileggo, ancora una volta, un frammento di un saggio di Colette Guillaumin dal suo Sexe, Race et Pratique du Pouvoir , frammento che avevo tempo fa pubblicato qui in Marginalia.

Sexe, Race et Pratique du Pouvoir è stato uno dei testi chiave della mia "formazione" teorica e politica. Mi piace allora rileggere questo frammento e proprio stasera , e rileggerlo grazie a Mauvaiseherbe , che rinvia qui, in un gioco di rimandi intorno alla teoria, alla violenza e alla collera.

Donne, violenze e stupri: Italiano uccide donna rumena: E' un italiano, reo confesso, l'omicida di una giovane donna rumena , Cristina Tepuro. Una notizia destinata a non fare nessun scalpore né sui giornali né in tivvù. In nome suo non si invocheranno leggi speciali né ronde per le strade strade e non ci saranno neanche scritte sui muri: Per Cristina Tepuro sarà diverso, è era straniera e per giunta prostituta. Il suo nome resterà ai margini e sarà presto dimenticato.

Allora noi facciamo il suo nome dai margini. Il suo nome è era? E facciamo anche il nome del suo assassino, come fu fatto il nome di Romulus Nicolae Mailat, lo stupratore e omicida di Giovanna Reggiani. Il nome dell'assassino di Cristina Tepuro è Francesco Stagnitto, 24 anni, italiano, assistente sociale. Violenze sulle donne migranti fuori e dentro i Cie: E' finalmente possibile scaricare in pdf, dal blog noinonsiamocomplici , il dossier sulle violenze fuori e dentro i Cie contro le donne migranti.

Poco fa, mentre all'interno del Cie le urla della protesta - questa volta partita dalla sezione femminile - oltrepassavano i muri per giungere fino in strada, corso Brunelleschi ha cambiato nome. Ma la resistenza continua … Ogni giorno, dentro e fuori le gabbie. Al seguente link potete vedere le foto scattate da un reporter di passaggio , durante l'azione sotto il Cie torinese mentre per info e contatti potete scrivere a Resistere al razzismo a noracism inventati. Per le iniziative di donne, femministe e lesbiche contro i Cie invece rinvio a noinonsiamocomplici.

Nei Cie si stupra: Un intervento di Noi non siamo complici! Striscione di Noi non siamo complici! Grazie a Gioraro per la foto e per la partecipazione attiva e fattiva a questo percorso. Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, un presidio itinerante di donne verso il Cie di Porta Galeria Con questo nome è stata lanciata la proposta di una serie di iniziative locali in occasione del 25 novembre - giornata internazionale contro la violenza sulle donne - per denunciare la violenza che le donne migranti subiscono dentro e fuori i Centri di identificazione ed espulsione ed esprimere solidarietà fattiva a quante, come Joy ed Hellen, si ribellano.

Il 25 novembre, oltre che a Bologna, un presidio itinerante di donne, femministe e lesbiche ci sarà anche a Roma. Partenza alle 16 dalla stazione Ostiense, con un volantinaggio sul treno che porta verso il Cie di Ponte Galeria, dove il presidio itinerante si farà stanziale con musica e parole, voci, denunce e testimonianze. Di seguito il volantino di convocazione, che appena risolti alcuni problemi tecnici sarà inserito anche in noinonsiamocomplici , il blog collettivo nel quale man mano daremo notizia delle diverse iniziative di donne, femministe e lesbiche contro le violenze dentro e fuori i Cie.

Alle porte di Roma, tra il Parco Leonardo e la Fiera di Roma, c'è il Centro di identificazione ed espulsione Cie, ex Cpt di Ponte Galeria dove vengono rinchiuse, in condizioni disumane, le persone immigrate prive di documenti o che hanno perso il lavoro.

Nel corso dell'estate, sono scoppiate numerose rivolte, da Lampedusa a Gradisca. In particolare vogliamo farvi conoscere la forza e l'autodeterminazione di Joy. Inoltre, entrambe hanno raccontato che, durante la rivolta, con altre recluse, sono state trascinate seminude in una stanza senza telecamere, ammanettate e fatte inginocchiare, per essere poi picchiate selvaggiamente prima di essere portate in carcere. Dopo essere state condannate a sei mesi di carcere per la rivolta, ora Joy e Hellen rischiano un processo per calunnia, per aver denunciato la violenza subita.

Sappiamo bene che questo non è un caso isolato: Sappiamo bene quanto sia aggravante essere prigioniera e donna: Per questo pensiamo che sia importante sostenere Joy e Hellen, assieme a tutte le migranti che hanno avuto — e che avranno in futuro — il coraggio di ribellarsi ai loro carcerieri.

Per questo il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, assieme ad altre compagne femministe e lesbiche che si stanno mobilitando in diverse città, saremo a Ponte Galeria. Uno sgombero feroce di cui fa la storia minima un articolo dell' Osservatorio sulla repressione al quale rinvio. Non siete persone, esseri umani, siete solo braccia, braccia che si buttano quando non servono più, rispondono E' finalmente attivo il blog noinonsiamocomplici , un altro passo verso la costruzione di una rete di iniziative di donne, femministe e lesbiche contro i Centri di identificazione ed espulsione per il prossimo 25 novembre e oltre.

Ricordo, a chi ha perso qualche passaggio, che potete comunicare le iniziative in cantiere all'indirizzo mail complici anche. Di seguito breve cronistoria della campagna Noi non siamo complici! Condividete, diffondete ma soprattutto agite. Conosco poco Zena el Kahlil, artista di origini libanesi come Mona Hatoum ma vi segnalo il suo sito ziggydoodle , nata a Londra ma che attualmente - dopo aver girato, studiato, vissuto e esposto in mezzo mondo dalla Nigeria agli Stati Uniti -, vive e lavora a Beirut.

Mi sembra che il suo lavoro sia molto legato e forse non poteva essere diversamente ad un immaginario della guerra e dei conflitti e a un loro superamento i soldatini in plastica come in Hatoum, pezzi di Barbie, armi ricoperte di fiori, lustrini e piume come i kalashnikov della The Kalashin' Series , soldati-Superman, Hezbollah, fionde, kefiah. Sembra che il parroco don Gallo fosse d'accordo ma poi la Curia ha posto il veto giudicando la scelta non "opportuna".

Ufficialmente si minimizza, dando la colpa alle dimensioni dell'installazione. In un certo senso non ho nessuna difficoltà a crederci: Infine è stata la chiesa valdese a non farsi spaventare da Allah akbar e ad ospitare l'opera nel suo tempio di corso Vittorio Emanuele II. Morire di Stato , un appello di Madri per Roma città aperta , via l'articolo E ancora non la sai tutta la cattiveria del mondo , che invito a leggere e diffondere.

Sul campo del genere. Contributi etnografici e temi di ricerca è il titolo del convegno che da domani fino all'11 di novembre si terrà all'Università di Modena e Reggio Emilia Aula Magna ex-Giurisprudenza, via Università, 4 - Modena. Per maggiori info potete contattare quest'ultima scrivendo a valeria. Trent'anni dalla cosiddetta caduta del muro di Berlino.

Per i "festeggiamenti" rinvio a No b logo e al suo Muri. Appello per la costruzione di iniziative locali di donne contro i Centri di identificazione ed espulsione per il prossimo 25 novembre. Fra le scritte razziste apparse in un quartiere alla periferia di Milano dove recentemente un uomo, probabilmente immigrato, ha violentato una donna italiana, una spicca in modo particolare: Un pugno nello stomaco di tutte noi, che ben sappiamo la vita durissima, lo sfruttamento, le continue molestie e gli stupri che le donne migranti subiscono quotidianamente.

Poche settimane prima, a Montalto di Castro nel coro quasi unanime in difesa di otto giovani stupratori italiani, figli di benestanti, una voce maschile si alza per dire che la ragazza stuprata è di un altro paese e che poteva starsene a casa sua. Una disumanizzazione che nei Cie raggiunge il suo apice. Ma la realtà è ben diversa e per questo diventa urgente fare un salto e denunciare i Cie come luoghi privilegiati di violenza e sopraffazione contro le donne migranti, luoghi in cui i guardiani si sentono in diritto di abusare delle donne rinchiuse, forti anche delle connivenze istituzionali che ne garantiscono coperture e impunità.

Durante la rivolta, Joy ed Hellen con altre recluse sono, poi, state trascinate, seminude, in una stanza senza telecamere, amanettate e fatte inginocchiare per poi venire picchiate selvaggiamente e successivamente tradotte in carcere.

Siamo convinte che il loro coraggio vada sostenuto, che oggi sia importante e urgente il moltiplicarsi di iniziative di femministe e lesbiche che denuncino questa realtà a chi non la conosce o non la vuole vedere.

Esattamente come abbiamo fatto e continuiamo a fare rispetto alla violenza in famiglia. Per questo proponiamo che per il 25 novembre — giornata internazionale contro la violenza sulle donne — nelle varie realtà locali, soprattutto ma non solo dove è presente uno dei tredici Cie sparsi sul territorio italiano, compagne, femministe e lesbiche costruiscano iniziative contro i Centri di identificazione ed espulsione ed in solidarietà a Joy ed Hellen e a tutte le migranti che hanno avuto — e che avranno — il coraggio di fare i nomi dei loro aguzzini.

Siamo già in contatto con donne che, in alcune città, stanno organizzandosi per quella data; inoltre stiamo creando un blog per dare visibilità alle varie iniziative e creare una rete tra le diverse realtà di donne che si stanno mobilitando contro i Cie e la violenza sessista e razzista.

Invitiamo tutti i collettivi e gruppi di compagne a darci comunicazione delle iniziative messe in cantiere per il 25 all'indirizzo complici anche. Nel sito di Actuel Marx trovate l'indice del volume e una breve presentazione del volume che copio-incollo di seguito senza traduzione:

sexe en francais escort casablanca Ob französisch pur, 69, Deep Throat, sexdate Facesitting oder Anal - ungezähmte Schlampen ficken dich hemmungslos und verwöhnen dich mit Zungenküssen, erotischen Massagen und verführerischen Spielchen bei exzessivem Privat Sex oder im Sex Club! Gli omicidi fascisti e razzisti sono ormai una strage a rate. Inoltre, entrambe hanno raccontato che, durante la rivolta, con altre recluse, sono state trascinate seminude in una stanza senza telecamere, ammanettate porno sexe fisteuse fatte inginocchiare, per essere poi picchiate selvaggiamente prima di essere portate in carcere. Il 25 novembre, giornata internazionale contro la Magari la faccia morente di Colette Peignot, 7 novembre Kelly 18 Ragazza Oberengstringen. Sulla condizione politica del cyber femminismo:

Ts Mia 25 Aargau. TS Arancha 26 Zürich. Warme Milch für dich. Chanell 26 Ragazza Basilea. Spritz in meinen Mund. Ts Mistika 23 Biel. Andrea 23 Ragazza Basilea.

Gilly 58 Luzern Zentrum. Katherina 35 Ragazza Bäch SZ. Karla 20 Ragazza Oberengstringen. Kelly 18 Ragazza Oberengstringen. Estrella 23 Ragazza Oberengstringen.

Naomi 25 Ragazza Oberengstringen. Noemi 41 Ragazza Basilea. Jessy 50 Ragazza Rheinfelden. EVA 51 Ragazza Rothrist. Merci Jeanne, ma soeur Rivista di scambi interculturali. Leggo da un lancio Ansa che due donne migranti, di origine rumena, sono morte a pochi giorni di distanza a Taranto. La causa sembra essere l'uso di un farmaco abortivo. Farmaco "proveniente dalla Romania" viene specificato.

Quello che non si specifica è che, grazie al cosiddetto "pacchetto sicurezza" e al clima di "caccia agli stranieri" attualmente vigente in Italia, moltissime donne migranti per paura di essere denunciate come "clandestine" ricorrono da mesi all'uso di farmaci abortivi. Tra questi il Cytotec , un farmaco contro l'ulcera che preso a dosi massicce provoca forti contrazioni fino all'aborto. Per procurarselo non è necessario farselo spedire dalla Romania: Una scatola costa meno di quindici euro, se non hai la ricetta con qualche euro in più puoi acquistarla da quelli che la stampa ha definito "spacciatori d'aborto".

Ma i veri spacciatori d'aborto sono gli obiettori di coscienza grazie ai quali i tempi di attesa si dilatano oltre misura , le umiliazioni e le lunghe trafile che spingono oramai anche donne italiane con i documenti "in ordine" a ricorrere all'aborto clandestino. E per le donne migranti, in più, la paura, se senza documenti, di essere denunciate grazie al reato di immigrazione clandestina e finire in un Cie.

Alcune non vanno in ospedale neanche in seguito ad un aborto spontaneo, come Vira Orlova , morta dissanguata qualche mese fa. Anche questa è violenza sulle donne. Ma proprio a suo modo, indubbiamente. Presentazione di Un mito a suo modo il suo primo romanzo domani, se memoria non mi inganna.

Il post è forzatamente brachilogico, ma trovate tutto sulla Nuova Towanda , bien sûr. Un amico di blogsfera mi invia questa foto da Milano, una vetrina colma di merchandising We can do it!

Magari la faccia morente di Colette Peignot, 7 novembre Non accade solo il 25 novembre, ma sempre. Lo hanno capito in Danimarca, dove una donna su tre subisce abusi. Di recente è stata lanciata una campagna contro la violenza domestica. È un gioco interattivo nel quale è possibile simulare di dare, con una grande mano da uomo, uno, due, tre, tanti schiaffi a una donna.

Ottima iniziativa, rivolta ai più giovani, eppure ha raccolto diverse critiche. Chissà perché, è stato ritenuto più di cattivo gusto questo gioco che non la lettera di Marrazzo al Santo Padre. Eppure è violenza anche quella che subiscono quotidianamente le transessuali, spesso costrette a scelte obbligate.

La violenta normalità , di Barbara Romagnoli , pubblicato su Carta [I link nel testo sono a nostra cura]. Movimenti e ordine pubblico in età contemporanea. I recenti episodi di criminalizzazione e repressione dei movimenti sociali, dalla occupazione abitativa 8 marzo agli esiti dei processi su Genova solo per ricordarne alcuni , hanno segnato una nuova tappa della gestione autoritaria dei conflitti sociali.

Malgrado la sua rilevanza, questo tema è stato sinora poco trattato sul piano storiografico e non viene adeguatamente indagato nella pratica quotidiana e nelle sue trasformazioni dai movimenti sociali. Sappiamo che ci sono stupri non denunciabili , quelli cioè commessi da coloro che dovrebbero secondo una certa retorica sessista e razzista garantire la nostra "sicurezza".

Lo sappiamo da tempo e da tempo abbiamo affermato che noi non siamo complici di quest'altra forma di omertà. Vogliamo denunciare la violenza esercitata sulle donne, migranti e non, tra le cosiddette pareti domestiche, i luoghi di lavoro e le parrocchie, come anche le questure, i carceri e soprattutto i Centri di identificazione ed espulsione.

E che a stuprare è la polizia, quella che mandano nelle strade per "difenderci". Non ci stupisce allora che sia stata proprio l'apertura di uno striscione che affermava questa scomoda verità a provocare una violenta reazione poliziesca a Milano. Poche ore fa, infatti, in Piazzale Cadorna, durante il presidio promosso dalle compagne milanesi che avevano aderito all'appello Noi non siamo complici!

Immediata la reazione della polizia, la richiesta di chiudere lo striscione, il sacrosanto rifiuto. Partono le cariche, violente. Intanto, a poche fermate di metro, in quelle stesse ore le femministe dette "storiche" della Libreria delle donne di Milano festeggiavano a loro modo la giornata internazionale contro la violenza sulle donne con un iniziativa dal titolo Diritti e castighi.

Non avendo in questo momento energia e lucidità a sufficienza riprendo dal lancio di stampa dell'iniziativa: Una scheda bibliografica per La straniera. Informazioni, sito-bibliografie e ragionamenti su razzismo e sessismo, a cura di C. Allo scopo di indagare alcune delle forme storiche in cui il concetto di razza è stato creato e impiegato, la prima parte del quaderno ne analizza alcuni momenti centrali: Sono soprattutto tali narrative oggi ad insidiarsi nelle coscienze ed è, pertanto, dalla decostruzione di esse che dobbiamo partire per smascherare la propaganda razzista e misogina.

Sui Quaderni Viola e La straniera si veda anche: Sui Centri di identificazione ed esplulsione e sulle ragioni "economiche" della complicità. Che dietro la gestione dei Cie da parte dei privati si celino interessi per milioni di euro è o dovrebbe essere cosa nota e qui rinvio ad un articolo di Fortress Europe anche se ancora non sufficientemente indagata.

Annichilita rinvio a Macerie. La vera principessa sul pisello: Domani anzi oggi, 25 novembre alle ore 17 Parco XI Settembre, via Riva Reno - Bologna ci sarà un incontro promosso da ComunicAttive durante il quale sarà proposta una lettura teatrale del libro La vera principessa sul pisello con la proiezione delle tavole originali disegnate da Octavia Monaco , libro che propone una rilettura della favola di Andersen in cui la Principessa, acuta e indipendente, riuscirà a vivere felice e contenta.

Credo anch'io, come ho più volte rimarcato anche qui in Marginalia , che uscire dagli schemi obbligati che fin dall'infanzia associano destini e comportamenti a bambini e bambine in base al genere è una delle strade per combattere la violenza fisica, psicologica, sociale ed economica contro le donne.

Dulcis in fundo , durante l'incontro sarà distribuito a tutti i genitori presenti Gioca Jouer. Guida pratica per salvarsi dai giochi sessisti guida che potete scaricare in pdf QUI.

Dal percorso e dall'appello Noi non siamo complici! Per tutti gli appuntamenti, da Bologna a Catania, rinvio a nonsiamocomplici , buona lotta a tutte. Vita e opera di una donna antifascista. Take Back The Night , il blog e il corteo notturno di stanotte a Roma contro la violenza su donne, lesbiche e trans. Sulla condizione politica del cyber femminismo: In questa fase iniziale, le donne devono provare a sviluppare i loro spazi di lavoro e apprendimento.

Questo tipo di attività ricorre in tutti i periodi di decolonizzazione territoriale femminista, e si è rivelato molto produttivo. Il separatismo dovrebbe essere ben accolto tra le cyberfemministe [ Bisognerebbe far presente che il separatismo tra gruppi minoritari e privi di potere non è una pratica negativa.

Non è sessista, non è razzista [ C'è una differenza precisa tra l'usare l'esclusività come parte di una strategia per trasformare una percezione o un modo d'essere specifici in un universale e l'usare l'esclusività come modo per sfuggire a un falso universale precisamente uno degli obiettivi del cyberfemminismo separatista.

C'è anche una netta differenza tra l'usare l'esclusione come mezzo per mantenere le strutture di dominio e l'usarla come mezzo per minarle alla base [ La storia si ripete secondo un ciclo positivo, nel quale le filosofie, le strategie e le tattiche dell'avanguardia femminista del passato aspettano di essere vivificate e riportate alla precedente efficacia [ Un'anarchia epistemologica e ontologica, celebrativa e aperta a ogni possibilità, si sta facendo strada nel cyberfemminismo.

Il dogma deve ancora solidificarsi. Al contempo, il territorio è ostile, dato che l'oro dell'età dell'informazione non sarà consegnato alle donne senza lotta [ L'ingresso ai singoli è consentito se si hanno l'educazione, l'hardware e il software necessari; l'ingresso per le nazioni richiede che si abbiano infrastrutture accettabili e, in misura minore,, anche un'ideologia accettabile.

Di conseguenza si ripete anche un ciclo negativo, perchè le donne che si sono fatte spazio nei cyberterritori sono generalmente anche quelle che hanno vantaggi economici e culturali in altri territori, sono vantaggi garantiti dalla posizione di classe, che si lega intimamente alla posizione culturale e all'appartenenza razziale [ Conoscere e capire la storia della lotta delle donne insieme ad altre lotte relative alle relazioni di classe e razza è essenziale, non solo come risorsa per le strategie e le tattiche, non solo per migliorare le risposte tattiche alle questioni del cybergenere, ma anche ppper evitare che le nuove costruzioni di genere che marcano questo nuovo territorio nella sua interezza non solo nei suoi domini virtuali cadano nello stesso ciclo del passato [da Faith Wilding e Critical Art Emsemble , Note sulla condizione politica del cyberfemminismo in F.

Timeto, Culture della differenza. Sto leggendo non comodamente come vorrei Culture della differenza. Femminismo, visualità e studi postcoloniali , a cura di Federica Timeto. Interessante riflessione sulle rappresentazioni dell'"alterità" nell'attuale scenario postcoloniale e transculturale.

E' stata ritrovata morta stanotte, completamente carbonizzata nella sua casa romana, Brenda, una delle trans di origini brasiliane coinvolte nell' affaire Marrazzo. Rinviamo a quanto scritto in noinonsiamocomplici su questo ennesimo omicidio di Stato. Potrei scrivere dell'operazione White Christmas ovvero l'ennesima "caccia al clandestino" tra alberi di Natale e panettoni ideata dall'amministrazione di destra di un comune nel bresciano lo zelo e la fantasia dei burocrati razzisti di regime non ha limiti , ma ci rinuncio.

Stasera ascolto Black Italians di Igiaba Scego, comincia in questo istante. Dal lunedi al venerdi, fino al 27 novembre alle ore 23 su Radio Tre. Finalmente un sito per i Quaderni Viola. Basta fare clic per scaricare tutta la vecchia serie dei Quaderni che è vero, sono proprio come i primi albi di Topolino, ricercati e introvabili , a partire dal mitico Meglio Orfane.

Per una critica femminista al pensiero della differenza. Una sezione è dedicata anche alla nuova serie dove presto sarà pubblicata l'attesa presentazione del numero su sessismo e razzismo, La straniera.

Buona navigazione e lettura. Rileggo, ancora una volta, un frammento di un saggio di Colette Guillaumin dal suo Sexe, Race et Pratique du Pouvoir , frammento che avevo tempo fa pubblicato qui in Marginalia.

Sexe, Race et Pratique du Pouvoir è stato uno dei testi chiave della mia "formazione" teorica e politica. Mi piace allora rileggere questo frammento e proprio stasera , e rileggerlo grazie a Mauvaiseherbe , che rinvia qui, in un gioco di rimandi intorno alla teoria, alla violenza e alla collera.

Donne, violenze e stupri: Italiano uccide donna rumena: E' un italiano, reo confesso, l'omicida di una giovane donna rumena , Cristina Tepuro. Una notizia destinata a non fare nessun scalpore né sui giornali né in tivvù. In nome suo non si invocheranno leggi speciali né ronde per le strade strade e non ci saranno neanche scritte sui muri: Per Cristina Tepuro sarà diverso, è era straniera e per giunta prostituta. Il suo nome resterà ai margini e sarà presto dimenticato.

Allora noi facciamo il suo nome dai margini. Il suo nome è era? E facciamo anche il nome del suo assassino, come fu fatto il nome di Romulus Nicolae Mailat, lo stupratore e omicida di Giovanna Reggiani.

Il nome dell'assassino di Cristina Tepuro è Francesco Stagnitto, 24 anni, italiano, assistente sociale. Violenze sulle donne migranti fuori e dentro i Cie: E' finalmente possibile scaricare in pdf, dal blog noinonsiamocomplici , il dossier sulle violenze fuori e dentro i Cie contro le donne migranti. Poco fa, mentre all'interno del Cie le urla della protesta - questa volta partita dalla sezione femminile - oltrepassavano i muri per giungere fino in strada, corso Brunelleschi ha cambiato nome.

Ma la resistenza continua … Ogni giorno, dentro e fuori le gabbie. Al seguente link potete vedere le foto scattate da un reporter di passaggio , durante l'azione sotto il Cie torinese mentre per info e contatti potete scrivere a Resistere al razzismo a noracism inventati.

Per le iniziative di donne, femministe e lesbiche contro i Cie invece rinvio a noinonsiamocomplici. Nei Cie si stupra: Un intervento di Noi non siamo complici! Striscione di Noi non siamo complici! Grazie a Gioraro per la foto e per la partecipazione attiva e fattiva a questo percorso. Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, un presidio itinerante di donne verso il Cie di Porta Galeria Con questo nome è stata lanciata la proposta di una serie di iniziative locali in occasione del 25 novembre - giornata internazionale contro la violenza sulle donne - per denunciare la violenza che le donne migranti subiscono dentro e fuori i Centri di identificazione ed espulsione ed esprimere solidarietà fattiva a quante, come Joy ed Hellen, si ribellano.

Il 25 novembre, oltre che a Bologna, un presidio itinerante di donne, femministe e lesbiche ci sarà anche a Roma. Partenza alle 16 dalla stazione Ostiense, con un volantinaggio sul treno che porta verso il Cie di Ponte Galeria, dove il presidio itinerante si farà stanziale con musica e parole, voci, denunce e testimonianze.

Di seguito il volantino di convocazione, che appena risolti alcuni problemi tecnici sarà inserito anche in noinonsiamocomplici , il blog collettivo nel quale man mano daremo notizia delle diverse iniziative di donne, femministe e lesbiche contro le violenze dentro e fuori i Cie.

Alle porte di Roma, tra il Parco Leonardo e la Fiera di Roma, c'è il Centro di identificazione ed espulsione Cie, ex Cpt di Ponte Galeria dove vengono rinchiuse, in condizioni disumane, le persone immigrate prive di documenti o che hanno perso il lavoro.

Nel corso dell'estate, sono scoppiate numerose rivolte, da Lampedusa a Gradisca. In particolare vogliamo farvi conoscere la forza e l'autodeterminazione di Joy. Inoltre, entrambe hanno raccontato che, durante la rivolta, con altre recluse, sono state trascinate seminude in una stanza senza telecamere, ammanettate e fatte inginocchiare, per essere poi picchiate selvaggiamente prima di essere portate in carcere.

Dopo essere state condannate a sei mesi di carcere per la rivolta, ora Joy e Hellen rischiano un processo per calunnia, per aver denunciato la violenza subita.

Sappiamo bene che questo non è un caso isolato: Sappiamo bene quanto sia aggravante essere prigioniera e donna: Per questo pensiamo che sia importante sostenere Joy e Hellen, assieme a tutte le migranti che hanno avuto — e che avranno in futuro — il coraggio di ribellarsi ai loro carcerieri.

Per questo il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, assieme ad altre compagne femministe e lesbiche che si stanno mobilitando in diverse città, saremo a Ponte Galeria. Uno sgombero feroce di cui fa la storia minima un articolo dell' Osservatorio sulla repressione al quale rinvio. Non siete persone, esseri umani, siete solo braccia, braccia che si buttano quando non servono più, rispondono E' finalmente attivo il blog noinonsiamocomplici , un altro passo verso la costruzione di una rete di iniziative di donne, femministe e lesbiche contro i Centri di identificazione ed espulsione per il prossimo 25 novembre e oltre.

Ricordo, a chi ha perso qualche passaggio, che potete comunicare le iniziative in cantiere all'indirizzo mail complici anche. Di seguito breve cronistoria della campagna Noi non siamo complici! Condividete, diffondete ma soprattutto agite. Conosco poco Zena el Kahlil, artista di origini libanesi come Mona Hatoum ma vi segnalo il suo sito ziggydoodle , nata a Londra ma che attualmente - dopo aver girato, studiato, vissuto e esposto in mezzo mondo dalla Nigeria agli Stati Uniti -, vive e lavora a Beirut.

Mi sembra che il suo lavoro sia molto legato e forse non poteva essere diversamente ad un immaginario della guerra e dei conflitti e a un loro superamento i soldatini in plastica come in Hatoum, pezzi di Barbie, armi ricoperte di fiori, lustrini e piume come i kalashnikov della The Kalashin' Series , soldati-Superman, Hezbollah, fionde, kefiah.

Sembra che il parroco don Gallo fosse d'accordo ma poi la Curia ha posto il veto giudicando la scelta non "opportuna". Ufficialmente si minimizza, dando la colpa alle dimensioni dell'installazione. In un certo senso non ho nessuna difficoltà a crederci: Infine è stata la chiesa valdese a non farsi spaventare da Allah akbar e ad ospitare l'opera nel suo tempio di corso Vittorio Emanuele II.

Morire di Stato , un appello di Madri per Roma città aperta , via l'articolo E ancora non la sai tutta la cattiveria del mondo , che invito a leggere e diffondere.

Sul campo del genere. Contributi etnografici e temi di ricerca è il titolo del convegno che da domani fino all'11 di novembre si terrà all'Università di Modena e Reggio Emilia Aula Magna ex-Giurisprudenza, via Università, 4 - Modena. Per maggiori info potete contattare quest'ultima scrivendo a valeria.

Trent'anni dalla cosiddetta caduta del muro di Berlino. Per i "festeggiamenti" rinvio a No b logo e al suo Muri. Appello per la costruzione di iniziative locali di donne contro i Centri di identificazione ed espulsione per il prossimo 25 novembre.

Fra le scritte razziste apparse in un quartiere alla periferia di Milano dove recentemente un uomo, probabilmente immigrato, ha violentato una donna italiana, una spicca in modo particolare: Un pugno nello stomaco di tutte noi, che ben sappiamo la vita durissima, lo sfruttamento, le continue molestie e gli stupri che le donne migranti subiscono quotidianamente. Poche settimane prima, a Montalto di Castro nel coro quasi unanime in difesa di otto giovani stupratori italiani, figli di benestanti, una voce maschile si alza per dire che la ragazza stuprata è di un altro paese e che poteva starsene a casa sua.

Una disumanizzazione che nei Cie raggiunge il suo apice. Ma la realtà è ben diversa e per questo diventa urgente fare un salto e denunciare i Cie come luoghi privilegiati di violenza e sopraffazione contro le donne migranti, luoghi in cui i guardiani si sentono in diritto di abusare delle donne rinchiuse, forti anche delle connivenze istituzionali che ne garantiscono coperture e impunità.